Linee guida ANAC determinazione n. 32 del 20 gennaio 2016

Il terzo settore rappresenta un’importante realtà nel Paese, sia sotto il profilo sociale, per la natura dei servizi svolti, che sotto il profilo occupazionale. Le amministrazioni pubbliche ricorrono frequentemente agli organismi no-profit per l’acquisto o l’affidamento di servizi alla persona. 

Ai sensi dell’art. 128 del d.lgs. 112/1998, per «servizi sociali» si intendono tutte le attività relative alla predisposizione ed erogazione di servizi, gratuiti e a pagamento, o di prestazioni economiche destinate a rimuovere e superare le situazioni di bisogno e di difficoltà che la persona incontra nel corso della propria vita, escluse soltanto quelle assicurate dal sistema previdenziale e da quello sanitario, nonché quelle assicurate in sede di amministrazione della giustizia.

Nonostante il notevole impatto della spesa per i servizi sociali sulle finanze pubbliche, si registra ancora oggi la mancanza di una specifica normativa di settore che disciplini in maniera organica l’affidamento di contratti pubblici ai soggetti operanti nel terzo settore.

L’Autorità Nazionale Anti Corruzione ha ritenuto opportuno emanare delle Linee guida con lo scopo di fornire indicazioni operative alle amministrazioni aggiudicatrici e agli operatori del settore, per il rispetto della normativa comunitaria e nazionale in materia di contratti pubblici e di prevenzione della corruzione, in particolare dei principi di libera circolazione delle merci, di libertà di stabilimento, libera prestazione dei servizi nonché dei principi che ne derivano (parità di trattamento, non discriminazione, riconoscimento reciproco, proporzionalità e trasparenza).

Le amministrazioni devono favorire la massima partecipazione dei soggetti privati alle procedure di co-progettazione e adottare metodi di selezione che prevedano l’accertamento del possesso dei requisiti di affidabilità morale e professionale in capo ai partecipanti e l’adeguata valutazione delle caratteristiche e dei costi del progetto presentato. In tal senso si è pronunciata di nuovo l’ANAC con un richiamo del Presidente Cantone, ad una maggior e attenzione nel predisporre i bandi di gara.

Ai fini dell’erogazione dei servizi sociali, la l. 328/2000 prevede che gli enti pubblici promuovano azioni per favorire la trasparenza e la semplificazione amministrativa, nonché il ricorso a forme di aggiudicazione o negoziali che consentono ai soggetti operanti nel terzo settore la piena espressione della propria progettualità (art. 5, comma 2)11. 

Considerata la peculiarità dei servizi ad alto impatto sociale, nella determina vengono inoltre indicati quali sono i requisiti che l’organizzazione del terzo settore dovrebbe avere per poter permettere il controllo di efficacia ed efficienza, sul servizio erogato.

Prevedendo la necessità di  predisporre per i soggetti aggiudicatari dei servizi della carta dei servizi, la predisposizione di un modello 231/2001.

Tale previsione è stata ripresa anche nella legge delega di riforma del Terzo Settore.

Si vuole avviare una piccola rivoluzione che vede protagonista il terzo settore come impresa di erogazione in grado di soddisfare i bisogni ad alto impatto sociale.

Uliano Montalti


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